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domenica 18 novembre 2018
18 Novembre Beata Carolina Kozka Vergine e Martire Polacca
Carolina Kózka nacque il 2 agosto 1898 a Wal-Ruda, nella diocesi di Tarnów, Polonia, quarta di undici figli. Nel battesimo, il 7 agosto, le venne imposto il nome di Carolina. I genitori erano contadini e molto religiosi. Carolina fu educata ad una vita di fede e di valori religiosi.
Dall'età di sei anni Carolina iniziò a frequentare la scuola elementare in Wal-Ruda e frequentava con i genitori la chiesa parrocchiale in Radlow, distante dal suo paese circa sette chilometri e mezzo, ove ricevette anche la Prima Comunione.
Intanto, nel 1912, venne eretta la nuova parrocchia in Zabawa, distante da Wal-Ruda soltanto quattro km, e così Carolina pote frequentare questa parrocchia impegnandosi a cooperare col parroco don Vladislao Mendrala, un sacerdote dinamico e aperto alle esigenze dei suoi parrocchiani.
Don Mendrala comprese ben presto che Carolina era una ragazza diversa per la profonda pietà, per la dedizione al sacrificio, per la tensione spirituale e per lo spirito di collaborazione. Carolina divenne per il parroco sempre di più il braccio destro nell'organizzazione della nuova parrocchia. La parrocchia era ormai, dopo la famiglia, il luogo ove trascorreva più tempo.
Al centro della sua vita spirituale stava Gesù eucaristico, per il quale nutriva un culto particolare. Contemplava però Cristo anche nei suoi misteri di passione e di morte, meditando spesso la Via crucis. La devozione al Cuore di Gesù, a quel tempo vivamente raccomandata, la coltivava facendo la comunione riparatrice nei primi venerdì del mese.
Con Gesù amava la Madonna, recitando ogni giorno il Rosario, mentre durante il lavoro ripeteva sotto voce l'Ave Maria per implorare la sua protezione.
In famiglia assunse il ruolo di catechista e in casa aiutava i genitori nel lavoro del campi. Non mancava di prestare lo stesso servizio ai parenti e conoscenti, perché per lei lavorare era una gioia e un'espressione d'amore e di fede e senza risparmiarsi, si prodigava nel fare visita agli anziani, ai poveri, ai malati. Una della coetanee che aveva perso la madre disse di lei: « Era per me più che una madre ».
Durante la Prima Guerra Mondiale la Polonia fu occupata dall’esercito zarista russo.
Carolina che aveva diciassette anni suscitò l'interesse dei soldati dell'esercito russo e il 18 novembre 1914, un soldato zarista penetrò nella sua casa, la prelevò e la condusse con la forza in un bosco vicino, con evidenti intenzioni, minacciandola con la sua arma.
All'interno del bosco. Carolina, temendo il pericolo alla sua verginità, riuscì a scappare correndo ma il soldato la raggiunse e l’uccise con un colpo di spada.
Quello che accadde poi in quella tragica notte fu narrato da due ragazzi del villaggio che avevano nascosto nel bosco i loro animali. I due testimoni il 18 novembre, non riconobbero però chi fosse la vittima.
Solo il 4 dicembre 1914, il corpo di Carolina fu rinvenuto nella selva da un boscaiolo e poi trasportato nella casa paterna.
Persone competenti effettuarono sul cadavere un esame autoptico, che dimostrò che Carolina era morta in pochi minuti per una gravissima emorragia, prodotta da una ferita alla carotide.
Successivamente l’autopsia ed altri accertamenti stabilirono inoltre che il corpo di Carolina subì molte vessazioni e ferite, ma che la sua verginità non fu violata. Le ferite gravi furono sei: la prima dietro la testa, mentre fuggiva inseguita; la seconda dal gomito fino al polso; la terza nella mano sinistra; la quarta nella gamba sinistra sotto il ginocchio; la quinta, dal collo verso sinistra; la sesta, mortale, alla gola, da sotto il mento alla resezione della carotide.
Carolina difese fino alla morte la sua verginità. Per questo la sua venerazione iniziò subito dopo il rinvenimento del suo cadavere e al funerale il 6 dicembre nel cimitero della parrocchia – nonostante il regime di guerra – parteciparono circa tremila persone.
Il 18 giugno 1916 fu benedetto, vicino alla chiesa di Zabawa, un monumento in ricordo di Carolina, mentre sul luogo del martirio nel bosco fu eretta una croce di quercia.
Il 18 novembre 1917 la salma di Carolina fu trasferita solennemente dal cimitero alla tomba costruita vicino alla chiesa parrocchiale di Zabawa, dove è venerata da suoi concittadini come « stella del popolo ».
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