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giovedì 22 novembre 2018
22 Novembre Beati Salvatore di Cappadocia e 12 compagni martiri
22 Novembre Beati Salvatore da Cappadocia (Salvatore Lilli) e i 12 compagni laici armeni Martiri di cui solo sette si conosce il nome ma non la vita: Baldji Ohannès,
Khodianin Kadir,
Kouradji Tzeroum,
Dimbalac Wartavar,
Ieremias Boghos,
David Oghlou,
Toros David;
e altri cinque senza nome.
Salvatore Lilli nasce a Cappadocia, un paesetto sperduto fra Tagliacozzo e Avezzano, in mezzo alle montagne, il 19 Giugno 1853, in una famiglia poverissima che viveva con una magra pastorizia.
Fin da piccolo è molto religioso e il silenzio del pascolo lo aiuta a sentire la chiamata di Dio:
Nella zona vi è una comunità di frati francescani cappuccini, che ne apprezzano il suo carattere dolce ma deciso e lo aiutano ad entrare nel Convento di Nazzano vicino Roma dove nell’agosto del 1871 dove a 18 emise la professione religiosa prendendo il nome di Salvatore da Cappadocia
Con l’unificazione dell’Italia, si avrà per alcuni anni la soppressione di tutti gli ordini religiosi.Nel 1873
Salvatore da Cappadocia viene mandato in Palestina, prima a Betlemme e poi a Gerusalemme: Viene ordinato sacerdote nel 1878. La sua grande umanità nei confronti dei locali, sia cattolici, cristiani e mussulmani e le sue capacità organizzativa lo fanno scegliere come missionario in Armenia a Marasc, una piccolo città di transito delle carovane e di pastorizia, dove rimane per quindici anni svolgendo la sua opera di missionario.
La sua modestia, il suo considerare ogni essere umano suo fratello e sorella, la sue capacità organizzative lo fecero ben volere dalla popolazione locale, e intrecciò rapporti di collaborazione pratica a soccorso della popolazione sia con ortodossi che con i turchi.
Il suo esempio religioso portarono a far crescere il numero dei fedeli e a dare alla pratica religiosa degli stessi un carattere di continuità e rendere la comunità molto integrata.
Riesce a costruire una nuova cappella e vari campi che vengono coltivati per i più poveri.
Nel 1890 si sviluppa il colera nella zona; Salvatore di Cappadocia si impegna per l’assistenza degli ammalati per oltre un mese, con la carità e l’impegno che sempre lo aveva contraddistinto.
Padre Salvatore viene nominato nel 1894 superiore dell’ospizio di Mugiukderesi.
La guerra che coinvolge l’impero turco nel 1895 scatena una caccia nei confronti degli europei e degli armeni e di tutti i cattolici, che coinvolge anche la cittadina di cui è parroco. Padre Salvatore volle rimanere in loco perché come disse ai confratelli “Lì dove stanno le pecore, lì deve stare il pastore”.
Benché amato anche dai turchi, fu arrestato il 22 Novembre 1895 insieme ad altri dodici cristiani e ricondotto a Marasc fra molte sofferenze. I turchi chiesero di rinnegare la fede cristiana a padre Salvatore e ai dodici cristiani arrestati, ma nessuno di loro volle rinnegare la fede cristiana.
Furono giustiziati a colpi di baionetta e i loro corpi dati alle fiamme.
Così si concludeva la vita di questi martiri, e si aprivano per loro le porte del Paradiso.
Oggi li veneriamo nella gloria dell’altare come Beati.