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domenica 30 dicembre 2018

26 Dicembre Beato Secondo Pollo

26 Dicembre -Beato Secondo Pollo Sacerdote e martire

(per maggiori informazioni andare su “santiebeati e “famigliacristiana”)
Secondo Pollo nasce il  2 Gennaio 1908 a Caresanablòt (Vercelli). Un infanzia in una famiglia che esercita l’agricoltura. Studia alla Scuola dei Fratelli delle Scuole Cristiani. La sua vocazione si manifesta subito, a 11 anni entra nel Seminario Diocesano e nel 1931 è sacerdote.


Inizia come professore nel seminario minore dove si rilevano subito doti di direttore spirituale nel seminario minore. E un professore molto amato dai seminaristi coinvolti anche dal suo entusiasmo e poi viene chiamato come professore nel seminario maggiore.
E’ nominato assistente diocesano dei Giovani di Azione Cattolica. Sono anni difficili quelli per l’Azione Cattolica,. Don Secondo Pollio dedica tanto impegno in questa missione tanto da essere considerato un “prete nuovo”, trascinatore di tanti giovani che coinvolge non solo nella preghiera e nelle adorazioni eucaristiche ma in tante attività legate al movimento giovanile cattolico.
Il suo entusiasmo lo porta ad affiancare i giovani a manifestare la loro fede per le strade, con processioni e Via Crucis e rievocazioni religiose varie. L’entusiasmo che mette nel suo lavoro si trasferisce sui giovani dell’Azione Cattoliche e conquista il mondo laico che lo affianca. Come è per tutti i Santi trova molte incomprensioni nel mondo ecclesiastico in un periodo difficile per la Chiesa.
  Secondo Pollio trova nella preghiera la sua forza, una preghiera che diventa sempre più piena dedicandovi la notte per non mancare alle sue attività. E’ un grande esempio religioso e di impegno sociale che i giovani vogliono seguire. Si occupano anche di disabili e di assistenza ai malati.
Nel 1940 con la guerra iniziata,  Don Secondo Pollio, pur potendo essere esonerato abbraccia la missione dei cappellani militari nel corpo alpini  Val Chisone, per non lasciare i giovani da soli in guerra. Le sue parole di conforto, di aiuto di pietà come l’aiuto ai feriti, l’estrema unzione ai morituri, la preghiera per i caduti, lo rendono l’Angelo Custode “ del battaglione e il suo nome si sparge fra altri battaglioni di alpini.
Ma a Dragali in Montenegro il 26 dicembre 1941, trova anche la sua morte. Senza paura soccorre feriti durante la battaglia ma una pallottola lo colpisce mortalmente. Morirà dissanguato, a 33 anni, donando la sua vita giovane, per i giovani; tra le sue mani teneva un Rosario e i Sacri Olii.
Riceve la medaglia di argento al valore militare,e con la sua santificazione nel 1998, viene eletto come  il Santo degli Alpini e il Santo dei Cappellani Militari. Il suo corpo ora riposa nella Cattedrale di Vercelli.