Giuseppe Nascimbeni nasce nel 1851 a Torri di Benaco, un paesino sulla sponda del lago di Garda. In una famiglia religiosa. Terminate le elementari entra nel Colleggio di Mazza a Verona, ma ne esce l'anno dopo. Riprende gli studi superiori nel 1862 con notevole successo.
Inizia allora i corsi al seminario, prima titubante poi con l’aiuto di una preghiera intensa, sempre più entusiasta della sua missione di futuro sacerdote.
Nel 1874 è ordinato sacerdote e inviato a San Pietro di Lavagno come vice parroco e insegnante alla scuola elementare. La sua intensa attività spirituale e sociale da subito buoni ed abbondanti frutti. Così viene mandato ad affiancare e poi succedere all’anziano parroco di Castelletto di Brenzone.
Castelletto si trova a pochi chilometri da Torri dove è nato e presenta gli stessi problemi di povertà economica e sociale che porta all’emigrazione di tanti paesani. Inoltre il paesino è privo di elettricità e di acqua ed ha un difficile collegamento con altri paesi.
Don Giuseppe si mette subito all’opera: scuola, preghiera, opera di soccorso per i più poveri, gli anziani e i giovani. Ma è solo. Con l’aiuto del Vescovo fonda allora la congregazione delle" Piccole Suore della Sacra Famiglia", che ancora è presente in varie parti del mondo con la sua opera educativa, accoglienza degli orfani, impegno negli ospedali, assistenza agli anziani.
Il nucleo iniziale che lo affianca e solo di 4 suore, ma sufficiente per permettere a don Giuseppe di dar vita ad una tipografia per dare una professione ai giovani e di una sartoria per dare lavoro alle giovani. Riuscirà a portare l’acqua e l’elettricità nel paese e infine a farlo collegare nella viabilità con gli altri centri.
Nel 1917 è colpito da paralisi che lo blocca a letto. Anche malato dedica ai suoi parrocchiani la preghiera l’unica attività che può fare. Nel 1922 muore a Castelletto e li riposa nella chiesa locale, venerato dai suoi fedeli.