“Maria madre di Dio e madre degli uomini” da -Maria, tenerezza di Dio- di Maurice Zundel, Ed. SanPaolo.
Lo sguardo di Maria abbraccia tutta l’umanità a livello di Bene assoluto che essa deve generare e del quale essa vive, alla radice stessa della sua personalità.
Essa la vede attraverso la liberazione che il Salvatore promesso apporterà ad ogni uomo, e per concorrere a questa liberazione,essa discerne ogni singolo uomo, come una madre in mezzo alla folla riconosce immediatamente il figlio. Se essa non è personalmente presa dalla specie, è perché quest’ultima si supera nel suo amore, in un universo di persone, di cui la sua maternità verginale offre le primizie del nuovo Adamo, che è il principio di questa nuova creazione.
Non c’è più grande amore dell’umanità di quello che si prefigge la personalizzazione di ciascuno, mettendo tutto in opera perché ciascuno divenga un bene universale, realizzando la capacità di infinito che è appannaggio del suo spirito.
E? questo amore che si deve leggere nella verginità di Maria che fruttifica nel dono che essa fa del Figlio, in vista della nostra liberazione. La sua maternità ha, nel suo ordine, lo stesso scopo di irradiamento di Cristo e riguarda ciascuno, sotto l’aspetto che interessa la sua promozione a una vita autenticamente personale. Ciò implica in Lei una spoliazione di sé tanto radicale quanto interamente libero è il consenso che essa da all’incoronazione del Verbo e che la fa madre degli uomini nello stesso tempo in cui essa diventa la Madre del loro Salvatore. Generandolo, volontariamente in questa qualità, essa partecipa, per quanto profondamente è possibile, alla universalità della sua missione.