dal " CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA " Edizione Libreria Editrice Vaticana
Proseguiamo col riportare paragrafi della Quarta Parte del Catechismo, invitando a leggere il testo integrale, anche scaricandolo dal sito: www.vatican.va e www.chiesa cattolica.it ed integrandolo con la lettura dei testi di riferimento indicati fra parentesi.
PARTE QUARTA " La preghiera Cristiana "
Capitolo secondo " La tradizione della preghiera "
Articolo 2°:" Il Cammino della preghiera "
"Vieni Santo Spirito ".
2670 - "Nessuno può dire "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo"(1 Cor 12,3). Ogni volta che incominciamo a pregare Gesù, è lo Spirito Santo che, con la sua grazia preveniente, ci attira sul cammino della preghiera. Poiché egli ci insegna a pregare ricordandoci Cristo, come non pregare lui stesso ? Ecco perché la Chiesa ci invita ad implorare ogni giorno lo Spirito Santo, sopratutto all'inizio ed al termine di qualsiasi azione importante.
2671 - La forma tradizionale di chiedere lo Spirito è invocare il Padre per mezzo di Cristo nostro Signore, perchè ci doni lo Spirito Consolatore (Lc.11,13). Gesù insiste su questa domanda nel suo nome nel momento stesso in cui promette il dono dello Spirito di verità (Gv.14,17;15,26;16,13). Ma la preghiera più semplice e diretta è anch'essa tradizionale " Vieni, Santo Spirito", e ogni tradizione liturgica l'ha sviluppata in antifone e inni:"Vieni, Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore".
2672 - Lo Spirito Santo, la cui unzione impregna tutto il nostro essere, è il maestro interiore della preghiera cristiana. E' l'artefice della tradizione vivente della preghiera. Indubbiamente, vi sono tanti cammini di preghiera quanti sono coloro che pregano, ma è lo stesso Spirito che agisce in tutti e con tutti. E' nella comunione dello Spirito Santo che la preghiera cristiana è preghiera della Chiesa. In comunione con la santa Madre di Dio.
2673 - Nella preghiera, lo Spirito Santo ci unisce alla persona del Figlio unigenito, nella sua umanità glorificata. Per essa ed in essa la nostra preghiera filiale entra in comunione nella Chiesa con la Madre di Gesù(At.1,14).
2674 - Dopo il consenso dato nella fede al momento dell'annunciazione e mantenuto, senza esitazione, sotto la croce, la maternità di Maria si estende ora ai fratelli e alle sorelle del Figlio suo, ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni(Lc.1,46-55). Gesù, l'unico mediatore, è la via della nostra preghiera; Maria, Madre sua e Madre nostra, è pura trasparenza di lui: ella "mostra la via", ne è "il segno" secondo l'iconografia tradizionale in Oriente e in Occidente.
2675 - E' a partire da questa singolare coperazione di Maria all'azione dello Spirito santo che le Chiese hanno sviluppato la preghiera alla santa Madre di Dio, incentrandola sulla persona di Cristo manifestata nei suoi misteri..Nei innumerevoli inni e antifone in cui questa preghiera si esprime, si alternano di solito due movimenti : l'uno "magnifica " il Signore per le "grandi cose" che ha fatto per la sua umile serva e, mediante Lei, per tutti gli uomini; l'altro affida alla Madre di Gesù le suppliche e le lodi dei figli di Dio, dal momento che ora ella conosce l'umanità, che in Lei è sposata dal Figlio di Dio.
2676 - Questo duplice movimento della preghiera a Maria, ha trovato una espressione privilegiato nella preghiera dell' "Ave Maria":
"Ave Maria(rallegrati, Maria)". Il saluto dell'angelo Gabriele apre la preghiera dell'Ave. E' Dio stesso che , che tramite il suo angelo, saluta Maria. La nostra preghiera osa riprendere il saluto a Maria con lo sguardo che Dio ha rivolto alla sua umile serva(Lc.1,48) e ci fa rallegrare della gioia che Egli trova in Lei.
"Piena di grazia il Signore è con te ". Le due espressioni del saluto dell'angelo si chiariscono reciprocamente. Maria è piena di grazia perché il Signore è con Lei. La grazia della quale è colmata è la presenza di Colui che è la sorgente di ogni grazia: "Rallegrati....figlia di Gerusalemme....Il Signore(è) in mezzo a te"(Sof3,14.17). Maria, nella quale il Signore stesso prende dimora, è la personificazione stessa della figlia di Sion, dell'Arca dell'Alleanza, il luogo dove abita la gloria del Signore: Ella è la " dimora di Dio con gli uomini"(Ap.21,3). Maria è interamente donata a colui che prende dimora in Lei e che Lei donerà al mondo.
" Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù ". Dopo il saluto dell'angelo, facciamo nostro quello di Elisabetta: " Piena di Spirito Santo(Lc.1,41). Elisabetta è la prima della lunga schiera di generazioni che chiama Maria beata(Lc.1,48); "Beata colei che ha creduto" (Lc.1,45); Maria è "benedetta fra le donne", perché ha creduto nell'adempimento della parola del Signore.
Abramo nella sua fede è diventato una benedizione per "tutte le famiglie della terra"(Gn 12,3). Per la sua fede, Maria è diventata la Madre dei credenti, grazie alla quale tutte le nazioni della terra ricevono colui che è la benedizione stessa di Dio": "Benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù".
2677 - "Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi...".
Con Elisabetta ci meravigliamo: " A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me ?"(Lc.1,45). Maria, poiché ci dona Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre nostra, possiamo confidarle tutte le nostre preoccupazioni e le nostre implorazioni: Ella prega per noi come ha pregato per se: "Avvenga di me quello che hai detto"(Lc.1,38). Affidiamoci alla sua preghiera, con Lei ci abbandoniamo alla volontà di Dio: "Sia fatta la tua volontà".
" Prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte ".
Chiedendo a Maria di pregare per noi, ci riconosciamo poveri peccatori e ci rivolgiamo alla "Madre della misericordia", alla tutta santa. Ci affidiamo a Lei,"adesso", nell'oggi della nostra esistenza .
E la nostra fiducia in Maria si dilata per consegnare a Lei fin da adesso, "l'ora della nostra morte". Maria sia ad essa presente come alla morte in croce del Figlio suo, e nell'ora del nostro transito ci accolga come nostra Madre, per condurci al suo Figlio Gesù, in paradiso.
2678 - La pietà dell'Occidente ha sviluppato la preghiera del Rosario, sostitutiva per il popolo della preghiera delle Ore. In Oriente, la forma la forma litanica della "Akathistos "...è rimasta più vicina all'ufficio corale delle Chiese Bizantine , mentre la tradizione armena, copta e siriaca hanno preferito gli inni e i canti popolari in onore della Madre di Dio.
Ma nell'AVE MARIA.., negli inni di san.Efrem o di san Gregorio di Narek, la tradizione della preghiera rimane fondamentalmente la stessa.
2679 - Maria è l'orante perfetta, figura della Chiesa.. Quando la preghiamo, con Lei aderiamo al disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con Lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza.