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martedì 24 novembre 2020

#religione #catechismo Nel tempo della Chiesa 2623-2643

  dal: " Catechismo della Chiesa Cattolica. "  Edizione Libre    ria Editrice Vaticana. riportiamo estratti di paragrafi, quale invito a leggere il testo integrale che sul web si può scaricare dal sito: www.vatican.va o da: www.chiesacattolica.it

                                         Parte  Quarta:   

                                 "La preghiera Cristiana"

                     NEL TEMPO DELLA CHIESA

2623 -  Il giorno di Pentecoste lo Spirito della Promessa è stato effuso sui discepoli che " si trovavano tutti insieme nello stesso luogo" ad attenderlo, " assidui e concordi nella preghiera"(At.1,14).  Lo Spirito, che istruisce la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, la forma anche alla vita di preghiera.

2624 - Nella prima comunità di Gerusalemme, i credenti" erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (At.2,42) La sequenza è tipica della preghiera della Chiesa: fondata sulla fede apostolica ed autenticata dalla carità, essa è nutrita nell'Eucarestia.

2625 - Le preghiere sono prima di tutto quelle che i fedeli ascoltano e leggono nelle Scritture, attualizzandole però, specialmente quelle dei salmi , a partire dal loro compimento in Cristo. Le " forme della preghiera" quali sono espresse negli Scritti apostolici e canonici rimarranno normative per la preghiera cristiana.

                  I.   La benedizione e l'adorazione.

2626 - La "benedizione" esprime il moto di fondo della preghiera cristiana: essa è incontro di Dio e dell'uomo; in essa il dono di Dio e l'accoglienza dell'uomo si richiamano e si congiungono. La preghiera di benedizione è la risposta dell'uomo ai doni di Dio: poiché Dio benedice, il cuore dell'uomo può rispondere benedicendo colui che è la sorgente di ogni benedizione.

2627 - Due forme fondamentali esprimono questo moto: talvolta la benedizione si eleva, portata, nello Spirito Santo, da Cristo verso il Pdre (lo benediciamo per averci benedetti); talvolta implora la grazia dello Spirito Santo che, per mezzo di Cristo, discende dal Padre (lui che ci benedice).  (vedi Ef.1,3;2Cor1,3-7;Pt1,3-9;2Cor.13,13;Rm15,5-6;Ef6,23-2).

2628 - L'"adorazione" è la disposizione fondamenta ledell'uomo che si riconosce creatura davanti al suo Creatore. Essa esalta la grandezza del Signore che ci ha creati e l'onnipotenza del Salvatore che ci libera dal male. E' la prosternazione dello spirito davanti al "re della gloria" e il silenzio rispettoso al cospetto del Dio "sempre più grande di noi".  L'adorazione del Dio tre volte Santo e sommamente amabile ci colma di uniltà e da sicurezza alle nostre suppliche.

                 II.   La preghiera di domanda

2629 - Il vocabolario della supplica è ricco di sfumature nel Nuovo Testamento: domandare, implorare, chiedere con insistenza, invocare, impetrare, gridare e perfino "lottare nella preghiera".  Ma la sua forma più abituale, perchè la più spontanea, è la domanda: proprio con la preghiera di domanda noi esprimiamo la coscienza della nostra relazione con Dio: in quanto creature, noi non siamo il nostro principio, ne siamo padroni delle avversità, ne siamo il nostro ultimo fine; anzi per di più, essendo peccatori, noi, come cristiani, sappiamo che ci allontaniamo dal Padre. La domanda è già un ritorno a lui.

2630 -  Il Nuovo Testamento non contiene preghiere di lamentazione, frequenti invece nell'Antico Testamento.  Ormai, in Cristo risorto, la domanda della Chiesa è sostenuta dalla speranza, quantunque siamo ancora nell'attesa e dobbiamo convertirci ogni giorno.   Scaturisce da ben altra profondità la domanda cristiana, quella che san Paolo chiama il "gemito": quello della creazione "nelle doglie del parto(Rm8,22); ma anche il nostro, nell'attesa della " redenzione del nostro corpo; poiché nella speranza noi siamo salvati" (RM 8,23-24); infine i gemiti inesprimibili dello stesso Spirito Santo, il quale "viene in aiuto alla nostra debolezza, perchè neanche sappiamo che cosa sia conveniente domandare" (Rm 8,26).

2631 - La "domanda del perdono" è il primo moto della preghiera di domanda(Lc.18,13) " O Dio abbi pietà di me peccatore". Essa è preliminare ad una preghiera giusta e pura.  La domanda del perdono è l'atto preliminare  della liturgia eucaristica, come anche della preghiera personale. 

2632 - La domanda cristiana è imperniata sul desiderio e sulla  "ricerca del Regno" che viene, conformemente all'insegnamento di Gesù. Nelle domande esiste una gerarchia: prima di tutto si chiede il " Regno " poi ciò che è necessario per accoglierlo e per cooperare al suo avvento.  E' la preghiera di Paolo, l'Apostolo per eccellenza che ci manifesta come la sollecitazione divina per tutte le Chiese, debba animare la preghiera cristiana.   Mediante la preghiera ogni battezzato opera per l'avvento del Regno.

2633 - Quando si condivide in questo modo l'amore salvifico di Dio, si comprende come " ogni necessità" possa diventare oggetto di domanda.  Cristo, che tutto ha assunto al fine di redimere, è glorificato dalle domande che noi rivolgiamo al Padre nel suo nome. E' in forza di questa certezza che Giacomo (Gc1,5-8) e Paolo ci esortano a pregare in ogni circostanza.

  III.    La preghiera di intercessione.

2634 - L'intercessione è una preghiera di domanda che ci conforma da vicino alla preghiera di Gesù:  E' lui lunico intercessore presso il Padre in favore di tutti gli uomini, particolarmente dei peccatori. Egli " può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore"(Eb 7,25).  Lo Spirito Santo stesso  " intercede (....), poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio" (Rm 8,26-27).

2635 - Intercedere, chiedere in favore di un altro, dopo Abramo, è la preghiera di un cuore in sintonia con la misericordia di Dio. Nel tempo della Chiesa, l'intercessione cristiana partecipa a quella di Cristo: è espressione della comunione dei santi. Nell'intercessione, colui che prega non cerca solo " il proprio interesse, ma anche quello degli altri" (Fil 2,4), fino a pregare per coloro che gli fanno del male.

2636 - Le prime comunità cristiane  hanno intensamente vissuto questa forma di condivisione. L'Apostolo Paolo le rende così partecipi del suo ministero del Vangelo, ma intercede anche per esse(2Ts1,11;Col1,3;Fil 1,3-4). L'intercessione dei cristiani non conosce frontiere: " per tutti gli uomini (...) per tutti quelli che stanno al potere" (1Tm2,1), per coloro che perseguitano, per la salvezza di coloro che rifiutano il Vangelo (Rm12,14; Rm10,1.)

  IV.    La preghiera di ringraziamento

2637 - L'azione di grazie caratterizza la preghiera della Chiesa, la quale celebrando l'Eucarestia, manifesta e diventa sempre più ciò che è.  In realta , nell'opera della salvezza, Cristo libera la creazione dal peccato e dalla morte, per consacrarla nuovamente e farla tornare al Padre, per la sua gloria.

2638 - Come nella preghiera di domanda, ogni avvenimento e ogni necessità può diventare motivo di ringraziamento. Le lettere di san Paolo spesso cominciano e si concludono con un azione di grazie e sempre vi è presente il Signore Gesù(1Ts 5,18-Col.4,2)

   V.     La preghiera di lode 

2639 - La lode è la forma di preghiera che più immediatamente riconosce che Dio è Dio! Lo canta per se stesso, gli rende gloria perché EGLI E', a prescindere da ciò che fa. E' una partecipazione alla beatitudine dei cuori puri, che amano Dio nella fede prima di vederlo nella gloria. Per suo mezzo, lo Spirito si unisce al nostro spirito per testimoniare che siamo figli di Dio, rende testimonianza al Figlio unigenito nel quale siamo adottati e per mezzo del quale glorifichiamo il Padre. La lode integra le altre forme di preghiera e le porta verso colui che ne è la sorgente e il termine: "un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui" (1Cor.8,6).

2640 - San Luca annota spesso nel suo Vangelo l'ammirazione e la lode davanti alle meraviglie operate da Cristo; le sottolinea anche per le azioni dello Spirito Santo che sono negli Atti degli Apostoli (At.2,47-At.3,9-At.4,21 -At.13,14).

2641 - "Siate ricolmi dello Spirito intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici  spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore"(Ef 5,19). Come gli scrittori ispirati del Nuovo Testamento, le prime comunità cristiane rileggono il libro dei Salmi cantando in essi il mistero di Cristo. Nella novità dello Spirito, esse compongono anche inni e cantici  ispirandosi all'evento inaudito che Dio ha realizzato nel Figlio suo: la sua incarnazione, la sua morte vincitrice della morte, la sua resurrezione, la sua ascensione alla propria destra.(Col.3,16- Fil2,6-11-Col.1,15-21Rm 16,25-27).

2642 - La rivelazione delle "cose che presto devono accadere", l'Apocalisse, poggia sui cantici della liturgia celeste, ma anche sull'intercessione dei"testimoni"(martiri). I profeti,  i santi, tutti coloro che furono uccisi sulla terra per la testimonianza da loro data a Gesù, l'immensa folla di coloro che, venuti dalla grande tribolazione, ci hanno preceduti nel Regno, cantano la lode di gloria di colui che siede sul trono dell'Agnello(Ap.4,-11; 5,9-14; 7,10-12;6,10;18,24;19,1-8). In comunione con loro anche la Chiesa terrestre canta questi cantici, nella fede e nella prova. La fede, nella domanda e nell'intercessione, spera contro ogni speranza e rende grazia al Padre della luce, dal quale discende ogni dono perfetto. La fede è così una pura lode.

2643 - L'Eucarestia contiene ed esprime  tutte le forme di preghiera: è " l'oblazione pura " di tutto il corpo di Cristo a gloria del suo nome (Ml 1,11). Secondo la tradizione d'Oriente e d'Occidente, essa è "il sacrificio di lode".