Oggi giorno del transito di S.Francesco di Assisi ( 1189-1226 ), riportiamo due eventi della vita di Francesco, che ci sembrano molto attuali, tratti dal libro "La vita di S.Francesco " scritta da S.Bonaventura da Bagnoregio (vicino al lago di Bolsena ), pubblicata da CittàNova.
Nella primo evento l'esempio del Vescovo di Imola dovrebbe essere seguito oggi da quei Vescovi che per ambizione e orgoglio si pongono fuori della Chiesa. Nel secondo evento vediamo anche noi tanti demoni sull'Italia tutta, che suggeriscono ai politici di insultare gli avversari, invece di confrontarsi civilmente sul merito dei problemi e minacciare violenza contro gli oppositori.
S.Francesco ed il Vescovo di Imola.
Un giorno S.Francesco si recò ad Imola con alcuni fraticelli e chiese umilmente al vesovo della città se, con il suo permesso poteva predicare al popolo. Il Vescovo gli rispose duramente: " bastano le mie prediche, frate, al mio popolo".
L'umile Francesco reclinò il capo e se ne andò. Poco dopo ritorno indietro. Il Vescovo adirato gli domando per quale motivo veniva a fare la sua richiesta per la seconda volta. Con umiltà nel cuore e nella voce, Francesco rispose: " Se il Padre caccia via il figlio per una porta, costui deve rientrare attraverso un altra ".
Il Vescovo allora, disarmato da quella umiltà, lo abbracciò con il volto commosso dicendo:"Tu e tutti i tuoi frati avete il mio permesso di predicare in tutta la mia diocesi, la tua santa umiltà se l'è meritato".
San Francesco e le lotte intestine fra i cittadini
Una volta Francesco ando ad Arezzo, che in quel tempo era sconvolta dalle lotte civili fra cittadini. Francesco un giorno vide dal sobborgo dove era ospitato che sopra la cittàuna risma di demoni esultanti che sobillavano i cittadini delle varie fazioni, ad accusare gli uni contro l'altra e a combattersi cruentemente.Allora Francesco mandò fra Silvestro, un frate semplice come una colomba a cacciare in nome di Dio, i demoni dalla città. Frate Silvestro, con tanta fede, andò ad eseguire l'ordine di Francesco. Postosi dinnanzi alla porta della città, dopo aver pregato con Lodi il Signore, cominciò a gridare energicamente " In nome di Dio Onnipotente e per ordine del servo suo Francesco, andate lontano di qui, demoni tutti".
Così la città ritornò in pace e i cittadini riformarono gli ordinamenti civili che regolavano i rapporti sociali senza violenza fisica o verbale e la città ritornò in pace e crebbe la fede in Dio: