5 Gennaio Beato Pietro Bonilli
Lo scopo della pubblicazione della vita di uno dei Santi del giorno è di far conoscere i santi meno noti ai fedeli attraverso un breve sunto della loro vita. Crediamo che il loro esempio sia una guida per capire che i Santi e i Beati hanno vissuto gioie e dolori, ma in essi è stato sempre preminente l’amore verso Dio e il Prossimo a cui hanno dedicato o immolato la lor vita per essere fedeli testimoni della loro fede.
Per una più ampia conoscenza invitiamo a consultare i siti “santiebeati” e “Famigliacristiana”
Memoria Principale del giorno: solo memorie facoltative
Memoria Facoltativa Beato Pietro Bonilli
Pietro Bonilli nasce in Umbria a San Lorenzo di Trevi nel 1841 in una famiglia contadina povera. In giovane età entra in seminario guidato da don Ludovico Piero,che fu guida spirituale anche di un altro Beato: Placido Riccardi
Ordinato sacerdote nel 1863 divenne parroco di Cannaiola di Trevi, anche questa una piccola frazione agricola, dove rimase per circa trentaquattro anni. Le difficoltà economiche e sociali della zona agricola di quell’epoca spinsero don Placido Riccardi, che le aveva vissute in casa, ad occuparsi dei poveri, degli orfani, dei sordomuti, dei ciechi e delle persone abbandonate. Dalla preghiera continua in cui si immergeva, giunsero le risposte alle sue domande di come meglio poter aiutare la sua comunità parrocchiale e la vasta zona intorno a Trevi. Riuscì a fondare nel 1888 la “Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia” per l’assistenza e l’educazione delle ragazze bisognose.
Don Pietro sentì fortemente il compito, come Parroco e Sacerdote di difendere e conoscere e aiutare tutti i suoi parrocchiani, come fa il “Buon Pastore “ con il suo gregge ed accogliere ed aiutare anche chi non era della sua parrocchia, ma che faceva ricorso a lui. Don Pietro aveva compreso che essere “Buon Pastore” voleva dire anche essere “Padre” di chi soffriva, di chi necessitava del suo aiuto. Fin dall’inizio del suo Ufficio Parrocchiale, cominciò una intensa opera di catechesi e di istruzione religiosa, guidata dalla preghiera e per la quale, con spirito anticipatore si avvalse persino della stampa.
Tutto il suo pensiero era concentrato sulla “ Famiglia “ e nella “Famiglia” e amava ripetere “Essere famiglia, dare famiglia, costruire famiglia “ e lui stesso sentiva i suoi parrocchiani come una grande famiglia, la “Famiglia di Nazareth “. La missione che aveva dato alle " Suore della Sacra Famiglia" era quello di assistere, educare religiosamente e istruirle su lavori di cucito che avrebbero aiutato ad uscire da una condizione di povertà .
Nel 1898 viene nominato canonico della Cattedrale di Spoleto. La fama di santità e di carità di don Pietro lo accompagna anche in questo compito e nel successivo compito di Vescovo di Spoleto.
Morì nel 1935 a Spoleto in una piccola cella, dove si era ritirato a pregare per il suo “Gregge” ormai diventato grande.
Oggi riposa nel piccolo centro di Cannaiolo in una cappella della Chiesa di San Michele Arcangelo anche nominata come Santuario del Beato Pietro Bonilli.