Da lettera a Raffaellina Cerasa del 8 Luglio 1914
Vi fò osservare quanta forza abbia la sacra lezione d’indurre a mutar strada e a fare entrare nel cammino della perfezione perfino le persone mondane. A tal uopo ti basta il riflettere alla conversione di sant'Agostino. Chi fu che
conquistò a Dio quel grande uomo? Ultimo conquistatore alla fine non fu né la madre con le sue lagrime né il grande Sant'Ambrogio con la sua divina eloquenza; ma sibbene fu la lezione di un libro.Chi legge il libro delle sue confessioni non può trattenere le lagrime. Che guerra atroce, che fieri contrasti sostenne egli nel suo povero cuore per le rìpugnanze grandissime che provò nell’abbandonare i piaceri lubrici del senso. Dice egli di sé, che era costretto a gemere legato :lalla sua volontà quasi da dura catena, e che il nemico infernale teneva ristretto il suo volere tra i ceppi di una :ruda necessità. Dice che sperimentava agonia di morte, del separarsi dai suoi pravi costumi. [...]
Ma mentre il santo era combattuto da affetti sì tunultuanti, udì una voce che gli disse: prendi e leggi. Ub- bedì subito a tal voce, e leggendo un capitolo di san Paolo, si sgomberarono tosto dalla sua mente le folte caligini, si ammollì tutta la durezza del suo cuore, si pose n piena serenità ed in placida calma il suo spirito. Da quel momento, rotto col mondo. col demonio e colla carne, si dedicò tutto al divino servigio divenendo poi quel gran santo che oggi si onora sugli altari. [...]
Ora se la lettura dei libri santi ha tanta forza per convertire le persone mondane in spirituali, quanto deve essere potente tale lettura per le persone spirituali per indurle a maggior perfezione?
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