Santa Teresa di Calculta. dal libro “La gioia di darsi agli altr” ed. Paoline dialoghi di Santa Madre Teresa di Calcutta riportiamo alcuni passi degli interventi della Santa in occasione di interviste ed incontri. Invitiamo il lettore a leggere l’intero libro.
Fame di Dio
Tempo fa le Suore incontrarono una persona in condizioni realmente penose. Era una di quelle persone chiuse in se stesse, senza contatti con la società che le circonda Accadde a Roma, dove le Suore lavorano. Credo che le Suore non avessero mai visto nulla di simile. Gli lavarono la roba, pulirono la casa, gli prepararono un po’ d'acqua calda: lasciarono tutto ordinato e pulito. Gli prepararono persino un po’ di cibo di scorta. Con tutto ciò, egli restava silenzioso. Non fu capace di pronunciare una sola parola. Le Suore decisero di andare a casa sua due volte al giorno.
Pochi giorni dopo quell'uomo ruppe il suo mutismo per dire: « Sorelle, voi avete portato Dio nella mia vita. Portatemi anche un sacerdote ».Le Suore andarono in Cerca di’ un sacerdote. Quell'uomo si confessò, dopo 60 anni. Il giorno seguente morì. 32
Questo è molto bello. Una affettuosa premura delle giovani Suore partò Dio nella vita di quell'uomo, che per tanti anni aveva dimenticato che cos'è l'amore di Dio, l'amore di uno per un altro, che cosa significa sentirsi amati. L'aveva dimenticato perché il suo cuore si era chiuso a tutto.
Il lavoro umile, semplice, pieno di tenerezza delle giovani Suore fu il mezzo di cui Dio si servì per penetrare nella vita di quel pover’uomo. Ma quello che più mi impressionò fu la grandezza e la dignità della vocazione sacerdotale; quel pover’uomo ebbe bisogno del sacerdote per entrare in contatto con Dio. Credo che sia questo ciò che possiamo imparare dalla Madonna: la sua tenerezza.
Tutti, voi ed io, dobbiamo fare uso di quello che Dio ci ha dato, di quello per cui Dio ci ha creati. Perché Dio ci ha creati per cose molto grandi: per amare e per offrire amore, perché sentiamo una profonda tenerezza verso gli altri, come la ebbe Lui. E perché sappiamo dare Gesù agli altri.La gente non ha fame di noi.
La gente ha farne di Dio. Ha fame di Gesù, dell'Eucaristia.
Recentemente [1976], dietro invito del presidente del Messico, abbiamo aperto una casa in quel paese. Le nostre Suore, come usiamo fare nella congregazione, girano e rigirano, cercando tutti, vedendo tutti, camminando senza posa, fino a che le gambe non ce la fanno più, procurando di scoprire quale sia la situazione peggiore, dove sia la necessità più grande, allo scopo di cominciare di lì.
Nel Messico la povertà era molto grande dovunque. Tutte le zone che le Suore visitarono, nei sobborghi della città, apparvero ai loro occhi come immensamente povere. Ma con loro grande sorpresa, nessuno chiese indumenti, né medicine, né cibi: niente. Solo: « Ci insegnino la Parola di Dio”. Restai molto sorpresa. Quella gente ha fame di Dio: “ Ci insegnino la Parola di Dio ».
Questo non mi sembra strano. Non conoscevano le Suore. Non le avevano mai viste. Ma immaginarono che fossero Suore vedendo che portavano in mano il rosario. Quando vanno per le strade, in qualunque ‘parte del mondo (come nello Yemen, dove andammo dopo ottocento anni), le Suore camminano per le strade con la corona del rosario in mano.
La Vergine è la nostra forza e la nostra protezione. Vi posso assicurare che durante tutti questi anni le giovani Suore sono riuscite a penetrare nei luoghi più difficili, senza che nessuno fino ad oggi le abbia molestate. Persino qui a New York, benché dicano che ci troviamo nella zona più difficile della città già da cinque anni, posso assicurarvi con tutta sincerità che le Suore non hanno mai dovuto sentire una parola scortese. Mai, al loro passaggio, c'è stato qualche commento sarcastico. Nessuno ha mai messo loro le mani addosso o ha fatto loro neanche minimamente del male.
Le Suore al loro passaggio sono sempre state circondate dal più gran rispetto e dignità, benché entrino in luoghi chiusi, in case in rovina, quasi inabitabili. .Entrano in luoghi dove altri non possono entrare facilmente. La Vergine ci protegge sempre. Lei è la causa della nostra gioia e noi cerchiamo di essere causa di gioia per lei. Così unite, seguendo il suo esempio, invocando la sua protezione, mantenendoci unite. a lei, possiamo aggirarci nei luoghi più diffìcili senza alcun timore, perché Gesù è con noi e non ci abbandonerà mai. Gesù è il nostro amore, la nostra forza, la nostra fonte di bontà.
Dio ha creato la donna per questo. Forse non perché facesse cose grandi, ma — questo si — perché facesse almeno piccole cose con un grande amore. E io credo che questo grande amore deve cominciare dal focolare, dal nostro cuore: nel- la mia famiglia, dal mio vicino di casa, dal mio vicino di strada. Ed estendersi poi a tutti. Perché solo così saremo capaci di diffondere il significato dell'Eucaristia. ‘
Il significato dell'Eucaristia è l'amore com- prensivo. Cristo comprese. Comprese che abbiamo una fame terribile di Dio. Capi che siamo stati creati per amare. Per questo si trasformò in Pane di vita. E disse: « Se non mangerete la Mia Carne e non berrete il Mio Sangue, non potrete vivere. Non potrete amare. Non potrete servire ». Dobbiamo mangiarlo. La bontà dell'amore di Cristo è il Suo amore comprensivo.
Cristo vuole offrirci i mezzi. Vuole offrirci la possibilità di mettere in pratica il nostro amore per Lui. Si fa affamato, non solo di pane, ma d'amore. Si fa nudo, non solo di una veste, ma di amore comprensivo, di dignità umana. Si fa sfrattato, non solo da un pezzetto di casa, ma dall'amore sincero e profondo degli uni verso gli altri. Questa è l’Eucarìstia. Questo è Gesù: il Pane vivo che è venuto a darsi a voi e a me. Recitiamo adesso la preghiera per gradita a Cristo:
--"O Gesù aiutami a diffondere dovunque la Tua fragranza dovunque io vada. Inonda la mia anima del Tuo Spirito e della Tua vita.Penetra in me e impadronisciTi del mio essere in modo così completo che tutta la mia vita sia un'irradiazione della Tua. Illumina per mezzo mio e prendi possesso di me in modo tale che ogni anima che avvicino possa sentire la Tua presenza nella mia anima. Che guardandomi non veda me, ma Te in me. Resta in me. Così splenderò del Tuo stesso splendore e potrò essere di luce agli altri. La mia luce verrà tutta da Te, Gesù, nemmeno il più tenue raggio sarà mio. Sarai Tu ad illuminare gli altri per mezzo mio. Suggeriscimi la lode che Ti è più gradita, illuminando altri attorno a me. Che non Ti predichi con parole, ma col mio esempio, con l'influsso delle mie azioni, col fulgore visibile dell'amore che il mio cuore riceve da Te. Amen.--"
Penso che l'amore e l'onore più grande che possiamo tributare alla Madonna, come pure la gratitudine profonda per essere nostra Madre, possa consistere, a questo punto, nel metterci in piedi e recitare l'« Angelus »: MADRE TERESA: L'angelo del Signore portò l'an- nunzio a Maria. PUBBLICO: Ed ella concepì per opera dello Spi- rito Santo.