Parte Quinta (continuazione richieste)
" Non ci indurre in tentazione".(non abbandonarci alla tentazione)
2846 - Questa domanda va alla radice della precedente, perché i nostri peccati sono frutto del consenso alla tentazione. Noi chiediamo al Padre nostro di non "indurci" in essa. .... "Dio non può essere tentato
dal male e non tenta nessuno al male"(Gc.1,13): al contrario vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato. Siamo impegnati nella lotta "tra la carne e lo Spirito". Con questa domanda imploriamo lo Spirito di discernimento e di fortezza.2847 - Lo Spirito Santo ci porta a discernere tra la prova, necessaria alla crescita dell'uomo interiore in vista di "una virtù provata" e la tentazione che conduce al peccato e alla morte. Dobbiamo anche distinguere tra "essere tentati" e "consentire alla tentazione". Infine il discernimento smaschera la menzogna della tentazione: apparentemente il suo oggetto è "buono", gradito agli occhi desiderabile (Gn. 3,6), mentre in realtà il suo frutto è la morte.
2848 - "Non entrare nella tentazione" implica una decisione del cuore.
"Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore...Nessuno può servire due padroni"(Mt.6,21-24). "Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito"(Gal.%,25). In questo "consenso" allo Spirito Santo, il Padre ci da la forza. "Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza di sopportarla"(1Cor.10,13)
2849 - Il combattimento e la vittoria sono possibili solo nella preghiera. E' per mezzo della sua preghiera che Gesù è vittorioso sul tentatore fin dall'inizio e nell'ultimo combattimento della sua agonia.
Ed è al suo combattimento e alla sua agonia che Cristo ci unisce in questa domanda al Padre nostro.
La "vigilanza" del cuore, in unione con la sua, è richiamata insistentemente. La"vigilanza" è "custodia del cuore" e Gesù chiede al Padre di custodirci nel suo nome.
Lo Spirito Santo opera per suscitare in noi, senza posa questa vigilanza.
La domanda" non ci indurre in tentazione" (non abbandonarci alla tentazione), acquista tutto il suo significato drammatico in rapporto alla tentazione finale del nostro combattimento quaggiù; implora la "perseveranza finale". "Ecco io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante"(Ap.16,15)
" Ma liberaci dal male".
2850 - L'ultima domanda del Padre nostro si trova anche nella preghiera di Gesù: " Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno"(Gv.17,15).
Riguarda ognuno di noi personalmente; però siamo sempre "noi" a pregare, in comunione con tutta la Chiesa e per la liberazione dell'intera famiglia umana. La Preghiera del Signore ci apre in continuazione alle dimensioni dell'Economia della salvezza. La nostra interdipendenza al dramma del peccato e della morte, diventa solidarietà nel corpo di Cristo, nella "comunione dei santi".
2851 - In questa richiesta il male non è una astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l'angelo che si oppose a Dio. Il "diavolo" è colui che "si getta di traverso" al disegno di Dio e alla sua "opera di salvezza" compiuta in Cristo.
2852 - " Omicida fin dal principio..menzognero e padre di menzogna(Gv.8,44), "Satana, che seduce tutta la terra" (Ap.12,9), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà " liberata dalla corruzione del peccato e della morte"(Preghiera Eucaristica).
" Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico che suole generare la colpa non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio, non teme il diavolo. " se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?"(Rm.8,31).
2853 - La vittoria "sul principe del mondo" è conseguita, una volta per tutte, nell'ora in cui Gesù si consegnò liberamente alla morte per darci la sua vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo è "gettato fuori".
- Egli si avventò contro la Donna"(Ap.12,13), ma non la poté ghermire: la nuova Eva, " piena di grazia" dello Spirito Santo, è preservata dal peccato e dalla corruzione della morte: immacolata concezione e assunzione della santissima Madre di Dio, Maria, sempre Vergine. "Allora il drago si infuriò contro la Donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza"(Ap.12,17).-
E' per questo che lo Spirito e la Chiesa pregano "Vieni, Signore Gesù" (Ap.22,17,20). La sua venuta infatti ci libererà dal male.
2854 - Chiedendo di essere liberati dal male, noi preghiamo nel contempo di essere liberati da tutti i mali, presenti e futuri, di cui egli è l'artefice o l'istigatore.
In questa ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo. Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l'umanità, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell'attesa perseverante del ritorno di Cristo.
Pregando così, anticipa nell'umiltà della fede la ricapitolazione di tutti e di tutto in colui che ha "potere sopra la morte e sopra gli inferi(Ap.1,8), "colui che è, che era e che viene: l' Onnipotente"(Ap.1,18).
"Liberaci,o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni e con l'aiuto della tua misericordia vivremmo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo."(Messale Romano). A questa invocazione nel rito Eucaristico, l'Assemblea dei fedeli risponde con " Tuo è il Regno, tua la Potenza e la Gloria nei secoli" che è un acclamazione di Fede.
Il principe di questo mondo si era attribuito in modo menzognero questi tre titoli: regalità, potere e gloria. Cristo ,il Signore, li restituisce con la sua morte e risurrezione al Padre suo e Padre nostro, fino a quando Dio gli consegnerà il Regno, quando il mistero della salvezza sarà definitivamente compiuto.
2856 - Al termine della Preghiera del Signore, tu dici "Amen" sottoscrivendo con l'Amen, che significa "così sia", tutto ciò che è contenuto nella Preghiera del Signore.