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domenica 27 dicembre 2020

#religione #catechismo --Il Padre Nostro - Quarta Parte

 Parte Quarta ( continuazione richieste)

                            "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra ".

2822 - La volontà del Padre nostro è che :  "tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità"(1Tm.2,4). Egli "usa pazienza,..non volendo che alcuno perisca"(2Pt.3,9).  Il suo

comandamento,che compendia tutti gli altri e ci manifesta la sua volontà,  è che ci amiamo gli uni gli altri,  come egli ci ha amato.

2823 - " Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva...prestabilito..., il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose...  In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà."(F. 1, 9-11). 

Noi chiediamo con insistenza, che si realizzi pienamente questo disegno di benevolenza sulla terra, come già realizzato in cielo.

2824 - E' in Cristo e mediante la sua volontà umana che la volontà del Padre è stata compiuta perfettamente e una volta per tutte.   Gesù entrando in questo mondo ha detto "Ecco io vengo...per fare o Dio, la tua volontà"(B.10.7).  Solo Gesù può affermare "Io faccio sempre le cose che gli sono gradite " (V.8,29).   Nella preghiera della sua agonia, egli acconsente totalmente alla volontà del Padre "Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!"(C.22,42).  

Ecco perché Gesù "Ha dato se stesso per i nostri peccati...secondo la volontà di Dio(Gal.1,4).  "E' appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo"(Eb.10,10).

2825 - Gesù" pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì"(Eb.5,8); a maggior ragione, noi, creature e peccatori, diventiamo in lui figli di adozione. 

Noi chiediamo al Padre nostro di unire la nostra volontà a quella del Figlio suo per compiere la sua volontà, nel disegno di salvezza per la vita del mondo.   Noi siamo radicalmente incapaci  di ciò. ma uniti a Gesù e con la potenza del suo Santo Spirito, possiamo consegnare a lui la nostra volontà e decidere di scegliere ciò che sempre ha scelto il Figlio suo: fare ciò che piace al Padre.

"Aderendo a Cristo, possiamo diventare  un solo Spirito con lui e così compiere la sua volontà;  in tal modo essa sarà fatta perfettamente in terra come in cielo" (Origene-De oratione26,3).

2826 - E' mediante la preghiera che possiamo discernere la volontà di Dio ed ottenere la costanza nel compierla.  Gesù ci insegna che si entra nel regno dei cieli non a forza di parole, ma facendo "la volontà del Padre mio che è nei cieli"(Mt.7,21).

2827 -"Se uno...fa la sua volontà, egli (Dio) lo ascolta"

(Gv.9,31).  Tale è la potenza della preghiera della Chiesa nel nome del suo Signore, sopratutto nell'Eucarestia;  essa è comunione di intercessione con la santissima Madre di Dio e con tutti i santi che sono stati "graditi"  al Signore, per non aver voluto che la sua volontà.

.                        "Dacci oggi il nostro pane quotidiano".

2828 - "Dacci": è bella la fiducia dei figli che attendono tutto dal loro Padre.  Egli, "fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti"(Mt.5,45) e da a tutti i viventi " il cibo in tempo opportuno"(Sal.104,27).  Gesù ci insegna questa domanda, che in realtà glorifica il Padre nostro perché è il riconoscimento di quanto egli sia buono al di sopra di ogni bontà.

2829 - "Dacci"  è anche l'espressione dell'Alleanza:  noi siamo suoi ed egli è nostro,  è per noi.  Questo "noi" lo riconosce anche come il Padre di tutti gli uomini, e noi lo preghiamo per tutti, solidali con le loro necessità e le loro sofferenze.

2830 - " Il nostro pane".   Il Padre che ci dona la vita , non può non darci il nutrimento necessario per la vita, tutti i beni "convenienti", materiali e spirituali.

Nel discorso della montagna, Gesù insiste in questa fiducia filiale, che coopera con la provvidenza del Padre nostro.  Egli non ci spinge alla passività, ma vuole liberarci da ogni affanno e da ogni preoccupazione. Tale è l'abbandono filiale dei figli di Dio. " 

"A chi cerca il regno di Dio e la sua giustizia egli promette di dare tutto in aggiunta.   In realtà tutto appartiene a Dio e nulla manca all'uomo che possiede Dio,  se egli stesso non manca a Dio" (S.Cipriano di Cartagine-De Dominica Oratione21).

2931 - Il fatto però che ci siano coloro che hanno fame per mancanza di pane svela un'altra profondità di questa domanda.

Il dramma della fame nel mondo  chiama i cristiani che pregano in verità ad una responsabilità fattiva nei confronti dei loro fratelli,  sia nei loro comportamenti personali,  sia nella loro solidarietà con la famiglia umana.     Questa richiesta della Preghiera del Signore non può essere isolata dalle parabole del povero Lazzaro e del giudizio finale.

2832 - Come il lievito nella pasta, così la novità del Regno deve "fermentare" la terra per mezzo dello Spirito di Cristo.   Deve rendersi evidente attraverso l'instaurarsi della giustizia  nelle relazioni personali e sociali, economiche e internazionali; ne va mai dimenticato che non ci sono strutture giuste senza uomini che vogliono essere giusti.

2833 -   Si tratta del "nostro" pane, "uno" per "molti". 

 La "povertà" delle beatitudini è la virtù della condivisione: sollecita a mettere in comune e a condividere i beni materiali e spirituali,  non per costrizione  ma per amore, perché la abbondanza degli uni supplisca alla indigenza degli altri.

2834 - "prega e lavora".    " Dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Dio e agire come se tutto dipendesse da noi"(S.Ignazio di Loyola). 

 Dopo aver eseguito il nostro lavoro, il cibo resta un dono del Padre nostro:  è giusto chiederlo e di questo rendergli grazie.   Questo è il senso della benedizione della mensa in una famiglia cristiana.

2835 - La quarta domanda e la responsabilità che comporta, vale anche per un altra  "fame"  di cui gli uomini soffrono: " Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"(T.4,4), cioè della sua Parola e del suo Spirito. 

I cristiani devono mobilitare tutto il loro impegno "per annunziare il Vangelo ai poveri". C'è una fame sulla terra, " non fame di pane. ne sete di acqua, ma di ascoltare la parola di Dio "(Am.8,11).  Perciò il senso specificatamente cristiano della domanda riguarda il Pane di Vita: la Parola di Dio da accogliere nella Fede, il Corpo di Cristo ricevuto nell'Eucarestia"(Gv.6-26-58).

2836 - "Oggi". E' anche essa una espressione di fiducia. Ce la insegna il Signore. Poiché si tratta  sopratutto della sua Parola e del Corpo del Figlio suo, questo "oggi " non è soltanto quello del nostro tempo mortale: è l' Oggi di Dio.

" Se ricevi il Pane ogni giorno, per te ogni giorno è "oggi". Se oggi Cristo è tuo, egli risorge per te ogni giorno: In che modo? " Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato". L' Oggi è quando Cristo risorge"(S.Ambrogio-De Sacramentis-5,26).

2837 - "Quotidiano". Questa parola non è usata in nessun altro passo del Nuovo Testamento. Intesa nel suo significato temporale è una ripresa pedagogica di "oggi" per confermarci in una fiducia "senza riserve".    Intesa in senso qualitativo, significa il necessario per la vita, e in senso più ampio, ogni bene sufficiente per il sostentamento.  

Presa alla lettera la parola indica direttamente il Pane di vita, il Corpo di Cristo, "farmaco di immortalità  senza il quale non abbiamo in noi la vita.  Infine legato al precedente, è evidente il senso celeste: "questo giorno" è il giorno del Signore, il giorno del Banchetto del Regno, anticipato nell'Eucarestia, che è già pregustazione del Regno che viene.  Per questo è bene che la liturgia eucaristica sia celebrata "ogni giorno".


                     " Rimetti a noi i nostri debiti come (anche) noi li rimettiamo ai nostri debitori ".

2838 - Questa domanda è sorprendente. Se consistesse solo nella prima parte della frase  " Rimetti a noi i nostri debiti",  potrebbe essere inclusa nelle prime tre domande  della Preghiera del Signore, dal momento che il sacrificio di Cristo è "per la remissione dei peccati ".    Ma la seconda parte della frase "come noi li rimettiamo ai nostri debitori", ci dice che, la nostra domanda verrà esaudita, solo a condizione  che noi, prima,  " li rimettiamo ai nostri debitori ".   La nostra domanda è rivolta verso il futuro;  la nostra risposta deve averla preceduta, collegata dalla parola "come".

2839 - Abbiamo iniziato a pregare il Padre nostro con una fiducia audace.  Implorando che il suo nome sia santificato, gli abbiamo chiesto di essere sempre di più santificati.   Ma, sebbene rivestiti della veste battesimale, noi non cessiamo di peccare, di allontanarci da Dio.  Ora con questa nuova domanda "Rimetti a noi i nostri debiti" torniamo a lui come il figlio prodigo, e ci riconosciamo peccatori, davanti a lui, come il pubblicano. 

La nostra richiesta inizia con una "confessione", con la quale confessiamo la nostra miseria ed ad un tempo la sua misericordia. 

La nostra speranza è sicura, perché nel Figlio suo "abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati (Col.!,14). 

Il segno efficace ed indubbio del suo perdono lo troviamo nei sacramenti della sua Chiesa.

2840 - Ora questo flusso di misericordia non può giungere al nostro cuore, finché noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso.

L'amore come il Corpo di Cristo, è indivisibile: non possiamo amare Dio che non vediamo, se non amiamo il fratello, la sorella che vediamo.

Nel rifiuto di perdonare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, il nostro cuore si chiude e la sua durezza lo rende impermeabile all'amore misericordioso del Padre; nella confessione del nostro peccato, il nostro cuore si apre alla grazia.

2842 - Questo "come" non è unico nell'insegnamento di Gesù: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste"(Mt5,48), "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro"(Lc.6,36); "Vi do un comandamento nuovo: Che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati, così amatevi anche voi"(Gv.13,34).  E' impossibile osservare il comandamento del Signore, se si tratta di  imitare il modello divino dall'esterno.   Si tratta invece di una partecipazione vitale, che scaturisce "dalla profondità del cuore", alla santità, alla misericordia, all'amore del nostro Dio.   Soltanto lo Spirito, del quale viviamo(Gall.5,25) può fare "nostri" i medesimi sentimenti che furono in Cristo Gesù.

 Allora diventa possibile l'unità del perdono, " perdonandoci a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo"(Ef.4,32)

2843 - Così prendono vita le parole del Signore sul perdono, su questo amore che ama fino alla fine. La parabola del servo spietato, che corona l'insegnamento del Signore sulla comunione ecclesiale, termina con queste parole:" Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello".  

E' infatti "nella profondità del cuore" che tutto si lega e si scioglie.  Non è in nostro potere non sentire più o dimenticare l'offesa;  ma il cuore che si offre allo Spirito Santo tramuta la ferita in compassione e purifica la memoria trasformando l'offesa in intercessione.

2844 -La preghiera cristiana arriva fino al " perdono dei nemici". Essa trasfigura il discepolo configurandolo al suo Maestro. 

Il  "perdono"  è un culmine della preghiera cristiana; il dono della preghiera non può essere ricevuto che in cuore in sintonia con la compassione divina. 

Il  "perdono"  sta anche a testimoniare che, nel nostro mondo, l'amore è più forte del peccato.  I martiri di ieri e di oggi rinnovano questa testimonianza di Gesù. 

Il  "perdono"  è la condizione fondamentale della Riconciliazione dei figli di Dio con il loro Padre e degli uomini fra loro.

2845 -Non c'è limite ne misura a questo perdono essenzialmente divino. Se si tratta di offese(di"peccati" secondo Luca, o di "debiti" secondo Matteo) in realtà noi siamo sempre debitori. 

"Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole" (Rm.13,8).    La comunione della Santissima Trinità è la sorgente della verità di ogni relazione.   Essa è vissuta nella preghiera, specialmente nell'Eucarestia.