28 Luglio 1914 da lettera a Raffaellina Cerase.
È incredibile la stima che san Girolamo faceva della lettura dei libri santi. A Salvina raccomanda che abbia sempre in mano libri devoti, perché questi sono un forte scudo per rigettare tutti i pensieri malvagi da cui è combattuta l'età
giovanile. A san Paolino inculca la stessa cosa: «Sempre, egli dice, sia nelle tue mani il libro sacro che dia pascolo al tuo spirito con la divota lezione». A Furia vedova insinua che legga frequentemente le sacre scritture ed i libri di quei dottori, la cui dottrina è santa e sana, acciocché non abbia ad affaticarsi nello scegliere tra il loto di falsi documenti, l'oro dei santi e salubri insegnamenti.A Demetriade scrive così: «Ama la lezione delle sacre scritture se vuoi essere amata dalla divina sapienza, se vuoi essere da lei custodita e posseduta. Prima ti abbelivi, soggiunge subito qui il santo dottore, in varie guise; portavi gioielli in petto, vezzi al collo, gemme preziose alle orecchie. In avvenire le sacre lezioni siano le tue gemme e le tue gioie con cui adorni di santi pensieri e di devoti affetti il tuo spirito».
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