dal: " Catechismo della Chiesa Cattolica. " Edizione Libreria Editrice Vaticana. riportiamo estratti di paragrafi, quale invito a leggere il testo integrale che sul web si può scaricare dal sito: www.vatican.va o da: www.chiesacattolica.it
LA PREGHIERA CONTEMPLATIVA
2716 - La preghiera contemplativa è ascolto della Parola di Dio.Lungi dall'essere passivo, questo ascolto si identifica con l'obbedienza della fede, incondizionata accoglienza del servo ed adesione piena d'amore del figlio. Partecipa al "si " del Figlio fattosi Servo e al "fiat" della sua umile serva.
2717 — La preghiera contemplativa è silenzio, "simbolo del mondo futuro"(S.Isacco dl Ninive) o "siIenzioso amore"(S.Giovanni della Croce). Nella preghiera contemplativa le parole non sono discorsi, ma come ramoscelli che alimentano il fuoco dell'amore. E‘ in questo silenzio, insopportabile all'uomo "esteriore", che il Padre ci dice il suo Verbo in- carnato, sofferente, morto e risorto, e che Io Spirito filiale ci fa partecipare alla preghiera di Gesù.
2718 - La preghiera contemplativa è unione alla preghiera di Cri- sto nella misura in cui ci fa partecipare al suo mistero. Il mistero di Cristo è celebrato dalla Chiesa ne|l'Eucarestia e lo Spirito Santo Io fa vivere nella preghiera contemplativa, affinché sia manifestato attraverso la carità in atto.
2719 — La preghiera contemplativa è una comunione d'amore portatrice di vita per la moltitudine, nella misura in cui è consenso a dimorare nella notte oscura della fede. La notte pasquale della risurre- zione passa attraverso quella dell'agonia e della tomba. Il suo Spirito (e non la "carne" che è "deb0le") fa si che nella preghiera contemplativa traduciamo in vita questi tre tempi forti. E‘ necessario acconsentire a vegliare un ora con luI.
IL COMBATTIMENTO DELLA PREGHIERA -
2725 - La preghiera è un dono della grazia e da parte nostra una decisa risposta. Presuppone sempre uno sforzo. I grandi oranti dell'Antica Alleanza prima di Cristo, come pure la Madre di Dio e i santi con lui ce lo insegnano: la preghiera è una lotta. Contro chi ? Con- tro noi stessi e contro le astuzie del tentatore che fa di tutto per distogliere l'uomo dalla preghiera, dall'unione con il suo Dio. Si prega come si vive, perché si vive come si prega. Se non si vuole abitualmente agire secondo lo Spirito di Cristo, non si può nemmeno abitualmente pregare nel suo nome. Il "combattimento spirituale" dei- la vita nuova del cristiano è inseparabile dal combattimento della preghiera.
Le obiezioni alla preghiera.
2726 - Nel combattimento della preghiera dobbiamo opporci, in noi stessi e intorno a noi, ad alcune concezioni erronee della preghiera. Alcuni vedono in essa una semplice operazione psicologica, altri uno sforzo di concentrazione per arrivare al vuoto mentale. C'è chi la riduce ad alcune attitudini e parole rituali. Nell’incoscio di molti cristiani, pregare è un occupazione incompatibile con tutto ciò che hanno da fare: non ne hanno il tempo. Coloro che cercano Dio mediante la preghiera si scoraggiano presto allorquando ignorano che la preghiera viene anche dallo Spirito Santo e non solo da loro.
2727 - Dobbiamo anche opporci ad alcune mentalità di questo mondo; se non siamo vigilanti, ci contaminiamo. Per esempio: l'affermazione secondo cui vero sarebbe soltanto ciò che è verificato dalla ragione e dalla scienza (pregare è, invece, un mistero che oltrepassa la nostra coscienza e il nostro inconscio; i valori della produzione e del rendimento (la preghiera, improduttiva, è dunque inutile); il sensualismo e le comodità, eretti a criteri del vero, del bene e del bello (la preghiera invece, "amore della Bellezza", è passione per la gloria del Dio vivo e vero); per reazione contro l'attivismo, ecco la preghiera presentata come fuga dal mondo (la preghiera cristiana, invece, non è un estraniarsi dalla storia ne un divorzio dalla vita).
2728 - Infine la nostra lotta deve affrontare ciò che sentiamo come nostri insuccessi nella preghiera: scoraggiamento dinnanzi alle nostre aridità, tristezza di non dare tutto al Signore, perché abbia- mo "molti beni"(Mc10,22), delusione per non essere esauditi secondo la nostra volontà, ferita al nostro orgoglio che si ostina sulla nostra indegnità di peccatori, allergia alla gratuità della preghiera, ecc. La conclusione è sempre la stessa: perché pregare ? Per vincere tali ostacoli, si deve combattere in vista di ottenere l'umiltà, la fiducia e la perseveranza.