dal: " Catechismo della Chiesa Cattolica. " Edizione Libreria Editrice Vaticana. riportiamo estratti di paragrafi, quale invito a leggere il testo integrale che sul web si può scaricare dal sito: www.vatican.va o da: www.chiesacattolica.it
LA PREGHIERA L'umile vigilanza del cuoreDi fronte alle difficoltà della preghiera -
2729 - La difficoltà abituale della nostra preghiera è la distrazione. Può essere relativa alle parole e al loro senso, nella preghiera vocale; può invece riguardare, più profondamente, colui che preghia- mo, nella preghiera vocale (liturgica o personale), nella meditazione e nella preghiera contemplativa. Andare a caccia delle distrazioni equivarrebbe a cadere nel loro tranello, mentre basta tornare al nostro cuore: una distrazione ci rivela ciò a cui siamo attaccati, e questa umile presa di coscienza davanti al Signore, deve risvegliare il nostro amore per lui, offrendogli risolutamente il nostro cuore, perché lo purifichi. Qui si situa il combattimento: nella scelta del Padrone da servire(Mt 6,2124).
2730 - Positivamente, la lotta contro il nostro io possessivo e dominatore è la vigilanza, la sobrietà del cuore. Quando "Gesù" insiste sulla vigilanza, essa è sempre relativa a lui, alla sua-venuta nel- l'ultimo giorno ed ogni giorno: "Oggi". Lo Sposo viene a mezzanotte; la luce che non deve spegnersi è quella della fede:"Di te ha detto il mio cuore: Cercate il suo volto "(Sal.27,8).
2731 - Un altra difficoltà, specialmente per coloro che vogliono sinceramente pregare è l'aridità. Fa parte dell'orazìone nella quale il cuore è insensibile senza gusto per l pensieri, i ricordi e i sentimenti anche spirituali. E‘ il momento della fede pura che rimane con Gesù nell'agonia e nella tomba. " Il chicco di grano,....se muore produce molto frutto"(Gv 12,24). Se l'aridità è dovuta alla mancanza di radice, perché la parola è caduta sulla pietra, il combattimento rientra nel campo della conversione(Lc (8,6.13).
Di fronte alle tentazioni nella preghiera
2732 — La tentazione più frequente, la più nascosta, è la nostra mancanza di fede. Si manifesta non tanto in una incredulità dichiara- ta, quanto piuttosto in una preferenza di fatto. Quando ci mettiamo a pregare, mille lavori o preoccupazioni, ritenuti urgenti, si presntano come prioritari; ancora una volta è il momento della verità del cuore e del suo amore preferenziale. Talvolta ci rivolgiamo al Signore come all'ultimo rifugio, ma il cuore è ancora nella presunzione. In tutti i casi, la nostra mancanza di fede palesa che non siamo ancora nella disposizione del cuore umile: "senza di me non potete fare nulla" (Gv15,5).
2733 - Un altra tentazione, alla quale la presunzione apre la por- ta, è l'accidia. Con questo termine, i Padri della vita spirituale intendono una forma di depressione dovuta al rilassamento dell'ascesi, ad un venir meno della vigilanza, alla mancata custodia del cuore. "Lo spirito è pronto, ma la carne è debole"(Mt26,41). Tanto più si cade dal- l'alto tanto più ci si fa male. Lo scoraggiamento, doloroso, è l'opposto della presunzione. L'umile non si stupisce della propria miseria; essa lo conduce ad una maggiore fiducia, a rimanere saldo nella costanza.
La confidenza filiale
2734 - La fiducia filiale è messa alla prova e si manifesta nella tribolazione(Rm5,3-5). La difficoltà principale riguarda la preghiera di domanda nell'intercessione per se o per altri. Alcuni smettono persino di pregare perché, pensano, la loro supplica non è esaudita. Qui si pongono due interrogativi: perché riteniamo che la nostra domanda non sia stata esaudita ?, in che modo la nostra preghiera è esaudita ed è efficace? Perché lamentarci di non essere esauditi?
2735 - Una constatazione dovrebbe innanzi tutto sorprenderci. Quando lodiamo Dio o gli rendiamo grazia per i suoi benefici in generale, noi non ci preoccupiamo affatto di sapere se la nostra preghiera gli è gradita. Invece abbiamo la pretesa di vedere il risultato della nostra domanda. Qual'è, dunque, l'immagine di Dio che motiva la nostra preghiera: un mezzo di cui servirci oppure il Padre del Signore nostro Gesù Cristo i‘
2736 — Siamo convinti che "nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare"(Rm8,26) ? Chiediamo a Dio "i beni convenienti"? Il Padre nostro sa di quali cose abbiamo bisogno, prima che gliele chiediamo, ma aspetta la nostra domanda perché la dignità dei suoi figli sta nella libertà. Pertanto è necessario pregare con il suo Spirito di libertà, per poter veramente conoscere il suo desiderio(Rm8,27).
2737 - "Non avete perché non chiedete: chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri"(Gc 4,2- 3). Se noi chiediamo con un cuore diviso, adultero, Dio non ci può esaudire, perché egli vuole il nostro bene la nostra vita. " O forse pensate che la Scrittura dichiari invano:— Fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi ?-(Gv 4,5). Il nostro Dio è geloso di noi e questo è il segno della verità del suo amore. Entriamo nel desiderio del suo Spirito e saremo esauditi. "Non rammaricarti se non ricevi subito da Dio ciò che gli chiedi; egli vuole beneficarti molto di più, per la tua perseveranza nel rimanere con lui nella preghiera"( Evagrio Pontico "De Oratione 34"), "Egli vuole che nella preghiera si eserciti il nostro desiderio, in modo che diventiamo capaci di ricevere ciò che egli è pronto a darci"(S.Agostino" Epistula 130").
In che modo la nostra preghiera è efficace ?
2738 - La rivelazione della preghiera nell'Economia della salvezza ci in- segna che la fede si appoggia sull'azione di Dio nella storia. La fiducia filiale è suscitata dall'azione di Dio per eccellenza: la passione e la risurrezione del Figlio suo. La preghiera cristiana è cooperazione alla provvidenza di Dio, al disegno di amore per gli uomini. 2739 - In San Paolo questa fiducia è audace, fondata sulla preghiera dello Spirito in noi e sull'amore fedele del Padre che ci ha donato il suo unico Figlio(Rm10,12-13 e 8,26-39). La trasformazione del cuore che prega è la prima risposta alla nostra domanda.
2740 - La preghiera di Gesù fa della preghiera cristiana una domanda efficace. Egli ne è il modello, egli prega in noi e con noi. Poiché il cuore del Figlio non cerca se non ciò che piace al Padre, come il cuore dei figli di adozione potrebbero attaccarsi ai doni piuttosto che al Donatore ?
2741 — Gesù prega anche per noi, al nostro posto e in nostro favore. Tutte le nostre domande sono state raccolte una volta per sempre nel suo grido sulla croce ed esaudite dal Padre nella sua risurrezione, ed è per questo che egli non cessa di intercedere per noi presso il Padre(Eb5,7,25;9,24).
Se la nostra preghiera è risolutamente unita a quella di Gesù, nella fiducia e nell'audacia filiale, noi otteniamo tutto ciò che chiediamo nel suo nome, ben più di questa o quella cosa: lo stesso Spirito Santo, che comprende tutti i doni.